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Premio Giornalistico Amerigo

Premio Amerigo

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Il Premio Amerigo, un'occasione per riflettere

Un momento di intensa commozione ricordando il giovane giornalista videoreporter Simone Camilli, deceduto il 13 agosto con altre cinque persone a nord della Striscia di Gaza, mentre stava filmando il disinnesco di una bomba inesplosa, una delle tante trovate dopo il “cessate il fuoco” tra Hamas ed Israele. Particolarmente significativa quindi quest’anno la cerimonia di consegna dei riconoscimenti della sesta edizione del Premio Giornalistico Amerigo, conferito ai giornalisti italiani che nella loro attività professionale più si sono distinti nell’impegno quotidiano di raccontarci l’America attraverso vecchi e nuovi canali mediatici. A ricevere il premio alla memoria, istituito quest’anno per onorare tutti i colleghi che ogni anno perdono la vita in nome della difesa della libertà di stampa e del diritto dei cittadini ad essere informati, è stato il padre di Simone, Pierluigi Camilli, giornalista, già direttore di Tg Rai e attualmente sindaco di Pitigliano, che ha parlato del figlio con accenti che hanno toccato il cuore di tutti i presenti. “Simone – ha detto - raccontava senza pregiudizi e confortava tutti coloro che soffrono a causa della guerra, colpito soprattutto dal dramma vissuto da donne e bambini. Gli avevo più volte consigliato di lasciare quel luogo così pericoloso, ma lui mi rispondeva: sono un giornalista e vado dove ci sono le notizie, altrimenti cambio mestiere. Una lezione per un padre giornalista data dal figlio giornalista”. Simone Camilli – come viene sottolineato nella motivazione letta dal direttore de “La Nazione” Marcello Mancini - era un inviato davvero “speciale”: dal 2005 aveva scelto di operare proprio nei teatri di guerra (il Medioriente soprattutto, e prima ancora il Kosovo e la Georgia) e per esservi più vicino si era stabilito in Libano, dove viveva molti mesi all’anno con la giovane moglie olandese Ilfa e la piccola Nour. Sempre sul campo, nel cuore delle crisi per documentare con la sua telecamera i lati più tragici dei conflitti, sperando di poterli rapidamente trasformare in duraturi messaggi di pace.

Come ogni anno la cerimonia della consegna del Premio organizzato dal Chapter fiorentino dell’associazione Amerigo (che raccoglie quanti dal 1970 hanno partecipato agli scambi culturali promossi dal Dipartimento di Stato del Governo degli Stati Uniti ) è avvenuta nella Sala della Biblioteca dell’Hotel l’Orologio a Firenze. Alla presenza del Ministro Consigliere per Affari Pubblici dell’Ambasciata Usa a Roma, Elizabeth Mc Kay, del Console Generale a Firenze, Abigail M. Rupp, del vice presidente nazionale di Amerigo Gianluigi Traettino, in rappresentanza del presidente Vito Cozzoli, del Segretario Generale dell’ European Network of American Alumni Associations, Massimo Cugusi, del coordinatore di Amerigo-Firenze Michele Ricceri, dei consiglieri Alessio Gramolati, Carlo Gattai, Franco Lucchesi ed Adalberto Scarlino, dei giornalisti della Commissione tecnica Antonio Lovascio e Piero Meucci.Dieci i premiati quest’anno, che portano a 44 il numero dei giornalisti che hanno ricevuto riconoscimenti nelle sei edizioni del Premio. Per le Agenzie di stampa Alessandra Baldini (Ansa New York, rappresentata dal caporedattore della redazione toscana Stefano Fabbri) ; per i quotidiani Paolo Mastrolilli (inviato de “La Stampa” negli Usa); per i periodici il settimanale “L’Internazionale” e il suo direttore Giovanni De Mauro; per la radio il programma serale Rai “Zapping” e il suo conduttore Ruggero Po; per la televisione Monica Maggioni (direttore di Rai News 24); per la fotografia Andrea Pistolesi; per i siti web l’Huffington Post diretto da Lucia Annunziata; per il social network Twitter Marco Bardazzi (caporedattore centrale e digital editor de “La Stampa”); per il giornalista Under 35 Stefania Spatti, corrispondente de “Il Sole-24 Ore “ e di “America- Radio 24”.Il premio europeo assegnato per la prima volta dall’Enam, rappresentata anche dal Presidente dell’omologa Associazione spagnola Vicente Lopez Ibor Mayor e di quella britannica Muddassar Ahmed, è stato attribuito al giornalista spagnolo Felipe Marana Marcos (detto Felipe Sahagun). Il Premio Speciale (simboleggiato da un elegante orologio della Locman di Marco e Caterina Mantovani) è infine andato ad Alessandra Farkas, da più di 30 anni corrispondente del “Corriere della Sera” dagli Stati Uniti, rappresentata dal direttore del “Corriere Fiorentino” Paolo Ermini.

 

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